KimaLa candela posta al centro diventa il punto da cui il racconto prende forma...
client
EsseGi Marmi / 2026
Universita di Pisa
Ingegneria per il Design Industriale
docenti / Laura Fiaschi e Gabriele Pardi
studenti / Ludovico Batistini, Lorenzo Marchesini, Claudio Paperini, Jacopo Viviani
KIMA
design
Batistini, Marchesini, Paperini, Viviani
art direction
gumdesign
L'oggetto nasce dall'incontro tra marmo, cera e mare.
Il marmo viene solitamente percepito come una materia ferma, pesante, quasi eterna. Eppure, nel rapporto con l'acqua, anche la pietra cambia: le onde la consumano, le correnti ne levigano gli spigoli, il tempo ne modifica lentamente la forma. Cio' che sembra immobile, in realta', conserva dentro di se' il passaggio continuo del mare.
Da questa idea nasce una superficie curva in marmo, pensata non come base rigida, ma come elemento capace di reagire ai movimenti del mare.
La candela posta al centro diventa il punto da cui il racconto prende forma: quando viene accesa, la cera d'api comincia a sciogliersi e a scendere sulla pietra, seguendo l'inclinazione del supporto e le oscillazioni prodotte dalla navigazione.
Il percorso della cera non e' mai identico.
La cera non sporca il marmo, ma scrive la storia dell’oggetto e della barca.
Ogni onda, ogni rollio e ogni traversata diventano segni fisici: percorsi, strati e colature che raccontano il viaggio senza bisogno di parole. Il movimento invisibile dell’acqua viene trasformato in una traccia visibile, personale e irripetibile.
The object is born from the meeting of marble, wax, and the sea.
Marble is usually perceived as a static, heavy, almost eternal material. Yet, in its interaction with water, even stone changes: waves wear it down, currents smooth its edges, and time slowly alters its shape. What appears motionless actually holds within itself the continuous passage of the sea.
From this concept emerges a curved marble surface, conceived not as a rigid base, but as an element capable of responding to the sea's movements.
The candle placed at the center becomes the point where the story takes shape: when lit, the beeswax begins to melt and flow onto the stone, following the slope of the support and the oscillations caused by the vessel’s movement. The wax’s path is never the same. The wax does not stain the marble; instead, it writes the history of the object and the boat.
Every wave, every roll, and every crossing become physical marks—paths, layers, and drips that recount the journey without the need for words. The invisible movement of the water is transformed into a visible, personal, and unique trace.
photo
Laura Fiaschi
NB
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