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Laura Fiaschi
Carrara 1977 designer

Gabriele Pardi Viareggio 1966
architetto
Dal 1999 si occupano di architettura, industrial design, grafica, art direction per aziende ed eventi. Tra i loro clienti: Bormioli, Codal, De Vecchi, Diamantini& Domeniconi, Fiat, F.lli Guzzini, Invicta, Lavazza, Lefel, Opos, Red Bull Italia, San Pellegrino, Serafino Zani, Silik, Swarovski Italia, Up Group, Vilca, Vivarini, Zeroombra, Yoox.

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2012 / Un "laboratorio trasversale" per la nuova immagine Vhernier/De Vecchi studiata per la fiera parigina Maison&Objet; uno spazio volutamente rivisitato per essere tradotto in spazio espositivo attraverso il ricordo degli spazi di lavoro.
I sistemi espositivi sono costituiti dal "Tavolo da lavoro" e dagli "Scaffali da laboratorio", realizzati in corten trattato a cera e in abete naturale; un sistema adattabile alla casa ed all'ufficio e che racchiude in sè un dettaglio importante per il trasporto e per l'economia dei magazzini.
Lo spazio è racchiuso da pareti grigio perla e da un fondale ed un cielino grigio antracite (a ricordo degli spazi industriali destinati ai laboratori), mentre una serie di fotografie si ricollegano alla memoria storica ed iconica dei prodotti disegnati da Gabriele De Vecchi, artista illuminato e fondatore del Gruppo T, nato a Milano.
Una serie di lampade al neon definiscono uno spazio aereo articolato e disegnato; ricordo anch'esso delle tipiche illuminazioni dei laboratori ed efficaci elementi illuminanti.
Uno spazio elegante e raffinato, adatto al contract ed all'immagine di Vhernier/De Vecchi; uno spazio che comunica storia, tradizione ed innovazione legata indissolubilmente alla qualità del prodotto, unico nel suo genere.
Progetto:
Gumdesign
Realizzazione stand:
Colnaghi Allestimenti
Realizzazione tavoli e scaffali: Extravega Architectural Fabbrications
Foto:
Laura Fiaschi |
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2011 / Un "atto senza parole" come accade nella pièce di Samuel Beckett, un'esplorazione trasversale dell'oggetto visto come elemento "mimico", capace di comunicare emozioni e contenuti/dialoghi attraverso l'immobilità ed il silenzio.
5 aziende di rilievo internazionale per la loro storia, tradizione, innovazione tecnologica si sono prestate per realizzare, ognuna, una nuova collezione di 6/8 prodotti disegnate da Gumdesign appositamente per questo evento in uno studio trasversale applicato a tecniche e materiali diversificati per ciascuna azienda.
Il cristallo per ColleVilca di Colle Val d'Elsa, l'argento per De Vecchi di Milano, il marmo per Doma by Sacerdote Marmi di Carrara, la ceramica per Este Ceramiche di Este, la sinterizzazione laser in materiali plastici per Fabbri Fiore di Lucca.
L'allestimento è realizzato da Extravega di Milano che ha prodotto una serie di tavoli tagliati al laser su disegno di Gumdesign; un supporto espositivo che scansiona lo spazio e definisce lo spazio "muto" dove avverrà la "pièce teatrale".
Completano l'allestimento le lampade Brooklyn di Luxit, le lampade Ceremony di Slamp, le sedute Tototo di Maxdesign ed i volumi in polipropilene di Ecostyle Group per un progetto globale ad impatto zero; nessun elemento dell'allestimento sarà infatti destinato a divenire rifiuto ponendosi concretamente come un intervento ecosostenibile, realmente e concretamente utile per l'ambiente.
Foto: Laura Fiaschi
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| 2011 / Un negozio storico situato sulla Passeggiata a mare, negli edifici primi '900 in muratura e dalle caratteristiche eclettico e liberty; alle spalle il mare e gli stabilimenti balneari che hanno fatto la storia di Viareggio.
Lo spazio è stato rivalutato osservando le caratteristiche architettoniche dell'edificio; la presenza di grandi vetrine su tutti i lati che si affacciano sul grande viale pedonale identificano uno spazio-filtro capace di attrarre le persone che passeggiano.
Il volume interno si trasforma con decisione, elimina i colori forti della precedente attività (Swarovski) che tendevano al nero ed al rosso porpora con un pavimento in legno ed esplode nella luce: pareti bianche latte, un fondale azzurro elettrico ed il riutilizzo della vecchia pavimentazione in marmo di carrara satinato (nascosto) pongono le basi per un intervento scultoreo, sensibile ai materiali ed all'aspetto emozionale.
La necessità di avere un contatto diretto con il marmo (naturale) spinge alla ricerca di un materiale flessibile per il suo uso e deciso per la sua essenza materica; si opta per il ferro arrugginito e si insegue il sogno della nascita attraverso l'addizione quasi spontanea di profilati in ferro: un albero diventa elemento caratterizzante dell'intero intervento, un albero invasivo che si estende sui soffitti ed arriva alle pareti, trasforma spazi inutilizzati in superfici di vendita.
Crescono numerose foglie ed altre si accumulano sul pavimento generando tavoli su diversi livelli, quasi una caduta autunnale che genera un nuovo concept: un'installazione metallica diventa elemento centrale dello spazio e definisce un nuovo criterio espositivo, flessibile ed adattabile che suggerisce nuovi modi per esporre gli oggetti in vendita.
Altri elementi generano una vetrina e la zona cassa (anch'essa elemento espositivo), si riorganizza la distribuzione interna del negozio e si lascia spazio alle vetrine, vogliamo uscire in strada e la sensazione di oltrepassare quella barriera del vetro è forte.
Si crea un mondo magico e mutante, sempre disposto a trasformarsi con le stagioni; sempre pronto ad attirare gli occhi dei passanti, sempre disposto alla crescita ed allo sviluppo di nuovi elementi... così come cresce un albero.
Foto: Laura Fiaschi
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2011 / Un intervento di ristrutturazione edilizia che ha considerato una tipica casa a schiera viareggina, originariamente suddivisa in piano terra e primo.
Il progetto ha previsto la realizzazione di un secondo piano mansardato che ha donato all'abitazione gli spazi necessari alla sua funzionalità.
La scala è stata "prolungata" mantenendo le caratteristiche originarie primi '900 risolta con un telaio metallico rivestito in rete ed intonacato che riproduce le piccole volte già presenti nell'edificio ed utilizzando un parapetto in ghisa tipico del territorio lucchese.
Una nuova distribuzione ha permesso inoltre la creazione di due servizi igienici e la rifunzionalizzazione della zona giorno con sala pranzo e cucina in diretta comunicazione.
Ma l'intero intervento ha previsto un linguaggio unico ed estremamente personale: tutte le superfici della casa sono state rivestite con il mosaico Appiani, posato su disegno per caratterizzare i singoli spazi (dalla cucina alla sala, dai bagni alla corte interna, dalla sala alle camere per arrivare addirittura sui terrazzi); la casa è stata interamente "vestita" con grafiche studiate al centimetro e, grazie agli arredi selezionati con particolare cura, si è ottenuta una soluzione particolarmente incisiva e preziosa.
Foto: Laura Fiaschi |
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2010 / Un intervento di ristrutturazione edilizia per l'ampliamento ed il recupero di un sottotetto a Viareggio; un nuovo spazio è stato recuperato per una miglior funzionalità dell'abitazione. Fulcro del progetto la scala metallica disegnata fino nel dettaglio costruttivo.
Elementi bidimensionali capaci di incastrarsi e generare una struttura solida e leggera visivamente; la finitura ruggine è stata ottenuta con adeguati acidi che hanno corroso superficialmente il materiale ed è stata fissata con vernice trasparente satinata.
L'intero intervento ha tenuto di conto della preesistenza e dei materiali (mezzane sabbiate, pietra naturale a spacco e putrelle recuperate) per ottenere il miglior risultato, nell'ottica del contrasto e della contemporaneità.
La struttura è ancorata in soli quattro punti su apposite piastre sagomate e mantiene distaccato qualsiasi altro elemento, esaltando la sua caratteristica di leggerezza.
Foto: Laura Fiaschi |
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2010 / Lo studio di architettura Iotti&Pavarani di Reggio Emilia e Gumdesign di Viareggio per la consulenza artistica, in associazione temporanea, hanno vinto il 1° PREMIO al Concorso Nazionale per il Recupero Urbano di Marinella di Selinunte in Sicilia. Il concorso/workshop prevede l'incarico professionale ai gruppi vincitori e la realizzazione delle opere grazie a finanziamenti europei ottenuti dal Comune di Castelvetrano (Tp).
Un progetto che tende a ricucire spazi vuoti e pieni in una logica di riqualificazione urbana e territoriale, con zone rifunzionalizzate e filtri viari per evitare che in estate la zona a mare sia invasa dal traffico.
Il progetto urbano è stato dotato anche della parte grafico-comunicativa per evidenziare come sia sempre più necessaria una progettazione coordinata tra architettura e comunicazione del territorio. |
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| 2010 / Un edificio artigianale di oltre 3000 mq inserito in un lotto da circa 20.000 mq già oggetto di due precedenti interventi (codice a barre e vela) definiscono un microprogetto territoriale dove architettura, design e grafica convergono per un unico risultato.
Quest'ultimo edificio gioca con la superficie dei prospetti sia per la sua struttura epidermica che per la scansione cromatica, un senso di mimetismo trasversale inserito in un contesto architettonico graficizzato.
In fase di ultimazione.
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2010 / Un allestimento di oltre 400 mq realizzato per una mostra d'arte contemporanea; uno spazio aperto ed asettico da far diventare emozionante e coinvolgente, utilizzabile per esporre 12 installazioni di grandi dimensioni.
Una soluzione estremamente economica e d'impatto ottenuta grazie ad una serie di setti leggeri in tessuto-non tessuto, a tutta altezza per costruire uno spazio architettonico effimero.
Elementi eterei e semitrasparenti, volatili e leggeri al passaggio delle persone; movimento, spazio rigenerato, emozione.
Foto: Laura Fiaschi |
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2009 / A differenza di altre città toscane, Viareggio si sviluppò nel corso dell'Ottocento, allorchè, terminate le epidemie che rendevano inabitabile la regione, si determinò una crescita prodigiosa del centro urbano, accompagnata dalla nascita di nuove attività economiche come il turismo e la cantieristica. Nacque allora uno stile architettonico particolare, fondato su di una unità abitativa razionale, la casa viareggina, e sulle grandi architetture balneari in stile liberty. La cultura architettonica viareggina del periodo liberty deve molto ad una figura come quella di Galileo Chini. Fu in seguito ad un viaggio in Siam, che Chini disegnò le forme orientaleggianti del più significativo edificio del liberty viareggino: il Gran Caffè Margherita. Chini era insieme un architetto, un designer, un pittore di grande livello. Dalla sua manifattura uscivano pregevoli vetri. In opere come il Margherita (ma si pensi anche agli edifici termali da lui progettati a Montecatini e a Salsomaggiore) in cui la pelle dell'edificio conta come e più delle strutture, questo insieme di competenze può dispiegarsi.
Mi capita talvolta di ripensare alla figura di Chini quando rifletto sul lavoro di Gea con Gumdesign.
La stessa mescolanza di tecniche e di approccio metodologici (design, pittura, architettura) si ritrova anche nei progetti architettonici del Gumdesign commissionati da Gea. Anche se non è frutto delle capacità multiformi di un singolo individuo ma di una continua collaborazione: Laura Fiaschi si segnala per le scelte decorative ed il gusto nella scelta dei colori, Gabriele Pardi per la sicurezza del tratto architettonico e la linerarità progettuale perseguita con metodo e testardaggine.
Gabriele Pardi si occupa dei nervi e delle ossa dell'edificio, Laura Fiaschi della pelle.
La collaborazione di Gumdesign e Gea si fonda su una duplice questione: quella del rapporto tra architettura e design, il problema posto da Chini con l'insieme della sua opera.
E, in secondo luogo, sul desiderio di restituire dignità architettonica a edifici e luoghi industriali o commerciali che affollano le nostre periferie con le loro forme monotone e sempre uguali. Se il primo edificio progettato da Gumdesign su commissione di Gea era una struttura a destinazione produttiva, contrassegnato dalla immagine giocosa di un gigantesco codice a barre, la seconda realizzazione è costituita da un padiglione a destinazione commerciale, dove sono ospitate due note catena di discount. A riecheggiare, consapevolmente o forse inconsapevolmente, la tradizione di Chini e del liberty viareggino, la struttura architettonica è stata arricchita da variazioni coloristiche: lungo le pareti laterali si susseguono pannelli di cemento dipinti in diverse tonalità di grigio e di bianco, a formare una sorta di composizione astratta.
Sul piano architettonico sono da segnalare la facciata inclinata, bilanciata dalla presenza di una breve vela, e ricoperta nella parte superiore da pannelli in alucobond. L'edificio moderno può così provare a stabilire un singolare dialogo, oltre che con la struttura artigianale a barre, con una vecchia villa liberty collocata sull'altro lato della strada. E a sottrarsi, per quanto possibile, alla negativa attrazione esercita dall'area industriale in cui è collocato, nella immediata periferia di Viareggio.
Piccole battaglie sono state anche in questo caso necessarie: e non sempre sono state vinte. Il layout di una delle due catene imponeva infatti forti rigidità progettuali ed era per sua natura conservativo. Una volta terminato l'edificio è stato assediato dalle macchine, minacciato da insegne collocate fuori posto, da gazebi improvvisati e quanto altro poteva turbare i sonni tanto dei committenti quanto dei progettisti.
Ma ha incominciato a vivere, restituendo un minimo di dignità architettonica ad una parte della città in cui si è sempre progettato con poca attenzione alla bellezza. / LUIGI LAZZERINI
Foto: Simone Bazzichi |
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2009 / Per l'allestimento della fiera del libro Editoria&Giardini 2009 una risposta leggera ed ironica, che tende a "trasformare" il seminterrato di Villa Giulia in un momento coinvolgente e che avvolge il visitatore in uno spazio giocoso e trasversale.
Un cielo di "liane" realizzate in polipropilene creano l'effetto scenografico; un modulo ripetuto migliaia di volte a modificare quel soffitto costruito dall'uomo, per dimenticare gesso e strutture e mettere in rilievo il mondo della natura che prende il sopravvento.
Tavoli e strutture in tondino metallico rievocano ancora una volta il mondo intrecciato della natura, struttura e forma per una rigorosa risposta funzionale; una rete orizzontale di "radici" ed una parete verticale informale a ricordare angusti spazi naturali, caverna o passaggio in una foresta.
L'illuminazione arriva dall'alto, tra le liane, come accade in una foresta tropicale.
Grandi e piccoli cactus luminosi magicamente nascono dalla terra.Una presenza misteriosa fatta di grandi vasi antropomorfi e segni primitivi di antiche civiltà crea l'ingresso per la scoperta e l'esplorazione del salone del libro.
Foto: Laura Fiaschi
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2008 / In un prossimo futuro, il paesaggio sarà sempre più profondamente modificato da nuovi insediamenti commerciali o industriali. Quando si pensa a queste costruzioni vengono in mente edifici uniformi, costruiti senza alcuna idea architettonica, che seguono strategie costruttive sempre uguali e monotone.Non c'è dubbio che in Toscana il problema si avverta: bellissime zone, come la via che da Pisa conduce a Volterra, sono state abbrutite da costruzioni industriali in serie.
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3.000 mq. in cui andranno ad insediarsi attività cantieristiche o collegate con la nautica, una porzione dell'antica Darsena ricostruita a un paio di chilometri dall'originale. come tutti i progetti, anche il nostro muove da una serie di condizionamenti: la forma del lotto, le regole fissate dal Comune per il piano, le richieste dei clienti, la funzionalità della costruzione rispetto alle attività che vi si dovevano svolgere, l'offerta di elementi prefabbricati da parte delle ditte del settore. l'edificio è formato da due corpi principali che si vengono rivelando allo sguardo mentre si percorre la strada sulla quale le costruzioni si affacciano, una di forma rettangolare, l'altra caratterizzata da una parete in diagonale.
I prospetti laterali sono costituiti da due grandi pareti cieche. pannelli verticali appositamente disegnati, dalla superficie mossa, riproducono la scansione di linee di un codice a barre, allusione ironica alla destinazione degli spazi. Colorati in due diverse tonalità di grigio, i pannelli richiamano, oltre alla modernità del segno grafico del codice a barre, anche la colorazione tono su tono che caratterizza le facciate delle tipiche case di Viareggio, le cosiddette "viareggine" costruite durante il periodo liberty. finestre e portoni sono in alluminio: la scansione dei colori dei portoni (azzurro, giallo, rosso) è volutamente scompaginata da quella delle finestre. le ampie superfici vetrate conferiscono una grande luminosità ai lattei spazi interni, dominati dalla linea decisa della trave "imago" di Rdb. molte delle inutili decorazioni che, concepite per rendere più decoroso l'edificio, l'abbrutiscono, come i rivestimenti in graniglia, sono stati volutamente eliminati.
...
Non è stato facile convincere gli acquirenti ad utilizzare un ambiente di lavoro diverso dai soliti cui erano abituati. è emerso che per molti il luogo di lavoro può, anzi, deve essere brutto o impersonale. il progetto iniziale prevedeva bagni rivestiti anch'essi con piastrelle colorate dello stesso colore degli infissi: questa, come altre piccole battaglie, non siamo riusciti a vincerla, e i bagni sono ora di un più banale grigio. / LUIGI LAZZERINI
Foto: Simone Bazzichi
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2007 / Contemporaneo Versiliese è una mostra d'arte contemporanea realizzata a Villa Paolina a Viareggio; circa 800 mq di spazio in ambienti affrescati e con pavimentazioni in graniglia decorata.
Un allestimento fatto di cartone, elementi parallelopipedi ottenuti da lastre in ondulato e tubi per realizzare un sistema espositivo flessibile, economico e che potesse dare il giusto risalto alle opere d'arte.
Foto: Eugenio Gherardi Angiolini |
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2007 / L'intervento ha previsto la ristrutturazione globale dell'edificio che recupera un piano sottotetto dando una nuova dimensione di vita allo spazio; uno spazio aperto al piano terra che collega la sala alla zona pranzo ed ai servizi e che mette in risalto il vano scale dove la ringhiera diventa gioco decorativo spaziale.
Al primo piano le camere ed una ampio bagno per la zona dedicata al riposo, mentre percorrendo ancora la scala, costruita con le stesse tecnologie e materiali della preesistente, si giunge al sottotetto dedicato alla persona ed al relax: una zona camino ed una zona tv diventano spazio ricreativo e di distacco dalla vita quotidiana.
Il legno ed i colori tenui delle pareti che tendono alle sfumature del verde rendono l'ambiente cado ed accogliente, in linea con il giovane giornalista proprietario dell'abitazione.
Una serie di aperture sulla copertura fanno filtrare la luce naturale all'interno dell'abitazione e permettono una straordinaria luminosità e la percezione diretta del cambio delle stagioni e del tempo.
Fuori ... pochi passi e siamo sul mare.
Foto: Adriano Pecchio |
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2006 / Un allestimento di 400 mq realizzato per la mostra di design curata da Gumdesign presso uno dei più noti musei d'arte contemporanea svizzeri, in concomitanza con un'importante mostra di Danese; una mostra sulla prima colazione allestita su tavoli da bar con grande ironia e forza comunicativa.
Foto: Laura Fiaschi |
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2005 / Fra le iniziative collaterali, inserita fra le mostre di sperimentazione, l'installazione esterna "Un elefante in giardino" è riuscita ad attirare l'attenzione della stampa specializzata, operatori e progettisti; un'area verde di 400 mq dove fra leggeri movimenti del manto erboso si innalzano costruzioni giocose ed ironiche, sculture colorate di grandi dimensioni adatte per parchi e giardini privati e sculture da interni realizzate con piccoli moduli ceramici, adatte per le nostre case, per impreziosirne i contenuti e renderle personali e proprie; adatte ad essere interpretate e realizzate a proprio piacimento: un aeroplano, alberi, siepi, uccelli ed uccellini, elefanti e totem realizzati interamente in ceramica smaltata … e quanti altri soggetti ne nasceranno!!!E poi cachepot, panchine, bordi aiuole, elementi di arredo esterno alternativi ed allo stesso tempo vicini alla nostra infanzia, al nostro esser bambini.
Il progetto ideato per la XX edizione di Abitare il Tempo a Verona parte dall'idea di realizzare un giardino fantastico, legato al mondo dei sogni. L'azienda "strike" ha commissionato allo studio "gumdesign" la progettazione dell'installazione, realizzata con la collaborazione di "filosofia del verde"; "gumdesign" disegna per "strike" soggetti per arredo da esterni.
Foto: Laura Fiaschi |
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2005 / L'intervento per la villa, che si trova alle pendici delle Alpi Apuane, ha affrontato in maniera radicale sia l'aspetto legato all'edificio sia l'aspetto paesaggistico; un grande lotto di terreno disposto su terrazzamenti ed un fabbricato di vecchia costruzione dalle caratteristiche poco rilevanti hanno stimolato l'ipotesi di ricreare in questo spazio un ambito dedicato al relax ed al benessere.
E' stata scelta una soluzione che esaltasse l'intervento all'interno di un nuovo parco dove il verde e l'acqua sono diventati punti nevralgici; il panorama ha indicato inoltre lo sviluppo della distribuzione interna della villa, che adesso si affaccia con ampie aperture verso il mare.
La villa è stata completamente ricostruita mantenendo uno stretto rapporto con il verde e l'esterno; i terrazzamenti sono stati rimodellati per creare spazi di sosta e relax (lo stagno ed il gazebo peri pranzi estivi) o per momenti d'acqua (la piscina e la cascata), alcune zone sono state dedicate alla piantumazione di agrumi ed altre ad olivo, mentre una vegetazione bassa ha segnato i percorsi.
All'interno un intervento pulito e minimale che tende ad esaltare la costruzione con i materiali e le finiture, come la scala in ferro e pietra sabbiata, le pareti ad intonaco naturale, le pavimentazioni in legno; i bagni sono stati realizzati con sanitari e ceramiche di alta fascia e la pavimentazione interna ed esterna ha visto l'uso della stessa pietra (diorite) trattata con finiture diversificate, generando un decoro lineare e naturale.
Foto: Laura Fiaschi |
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2004 / Un'area di oltre 400 mq destinata a zona relax nel padiglione 8 dedicato alle mostre di ricerca e sperimentazione.
Una zona attigua al bar del padiglione per la quale Gumdesign immagina uno spazio fantastico dove enormi sagome di bottiglie creano scenari magici ed angoli riservati.
Le "etichette" sono rappresentate da aforismi e frasi emblematiche collegate al tema dell'acqua, mentre in una sorta di pianta libera gruppi di sedute e tavoli generano momenti di incontro, pausa e riflessione.
Sul fondale una enorme gigantografia di cubetti di ghiaccio mentre si sciolgono creano un paesaggio suburbano, quasi costruzioni o architetture immaginate, mentre dall'alto calano lumi metallici, segno di vita e fascino creativo.
Foto: Eugenio Gherardi Angiolini |
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2004 / L'intervento ha previsto la ristrutturazione completa del fabbricato, prevedendo lo svuotamento completo del volume e la realizzazione di una struttura in ferro per la realizzazione di un soppalco. Uno spazio dedicato ad un giovane manager delle telecomunicazioni.
Si tratta della classica "viareggina", ovvero le case a schiera che costituiscono gli isolati del centro di Viareggio; tipologicamente costruite con un ambiente in facciata, vano scale al centro e un ambiente sulla corte retrostante; disposte su uno o due piani.
In questo caso si tratta di un primo piano al quale si accede da un portone laterale; il vano scala in marmo di carrara conduce al piano che originariamente era suddiviso in vari ambienti (camera, sala, bagno, pranzo ecc).
L'intervento ha previsto la realizzazione di un "loft", uno spazio completamente aperto dove la caratterizzazione dello spazio è lasciato al colore bianco, alle travature in acciaio bianco a vista, all'unico volume verticale che attraversa il fabbricato.
In effetti al primo piano sono state ricondotte le varie funzioni legate allo spazio giorno (sala con camino, studio, sala pranzo, cucina) comunicanti interamente fra loro; nessuna porta è presente ad eccezione di quella necessaria per il piccolo bagno di servizio, completamente rivestito in mosaico nero.
Al piano superiore si arriva tramite una scala in acciaio e legno colorate di bianco e la ringhiera su disegno si sviluppa lungo tutto il piano superiore, dedicato alla zona notte; l'unico volume interno al fabbricato è un elemento verticale che perfora il solaio (mantenuto a distanza per esaltare la percezione visiva dei vuoti) e che contiene uno studio (predisposto con gli attacchi per una vasca idromassaggio appena se ne senta la mancanza ...) al piano primo ed un bagno rivestito con piastrelle rosse al piano superiore.
L'arredo è volutamente realizzato con soluzioni "di recupero", che donano all'ambiente una maggior specificità "industriale".
Foto: Adriano Pecchio |
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2003 / L'intervento di ristrutturazione dell'appartamento posto nella piazza del duomo di carrara ha affrontato in primo luogo l'aspetto legato al restauro ed al recupero di quelle caratteristiche architettoniche nascoste oramai da interventi successivi.
L'appartamento mostrava immediatamente un controsoffitto intonacato che nascondeva completamente il solaio in legno del '400; ne fuoriuscivano solo in parte le travi primarie.
Inoltre, a causa di un cedimento di uno dei travi primari, in un intervento precedente era stato realizzato un enorme pilastro in muratura di circa 50x60 cm che sorreggeva nella mezzeria il trave stesso, determinando un danno visivo e funzionale alla sala.
Infine sala e cucina erano divisi da una parete a tutta altezza e messi in comunicazione da una piccola apertura.
Le opere edili hanno dunque permesso il recupero del solaio ligneo, la demolizione del pilastro e della parete, il recupero del portale in marmo nascosto sotto l'intonaco ed il recupero del pavimento originario in graniglia.
L'appartamento ha così recuperato un grande spazio giorno sul quale si affacciano le due grandi finestre che prospettano verso la facciata del duomo e recuperato la zona notte ed il bagno per arrivare ad un ambiente di circa 45 mq, adatti ad una giovane coppia.
Per collegare visivamente il solaio in legno di castagno e la graniglia fatta di tappeti colorati sono stati realizzati dei colori molto intensi ma rilassanti; un verde acqua per la zona giorno ed un blu intenso per la camera ... il bagno è stato completamente rifatto utilizzando un gioco cromatico e grafico realizzato con i mosaici appiani.
L'arredo è poi intervenuto con una miscela di sapori e momenti del design storico internazionale, ad integrare quel gusto del recupero ma anche contemporaneo.
Foto: Adriano Pecchio |
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2003 / L'idea centrale di questa Esposizione di giardini tematici è quella di trovare nuove soluzioni applicabili ai giardini domestici e ai parchi pubblici. Una serie di realizzazioni di giardini caratterizzati da un contenuto progettuale proposto da architetti, paesaggisti, designer ed artisti di fama e realizzati da ditte ed aziende florovivaistiche di grande professionalità.
Il tema di Edentity è stato il mondo legato all'eden, allo spirituale; progettisti ed aziende, provenienti da tutta Italia e dall'estero, uniti nel tentativo di rappresentare la spiritualità attraverso il verde.L'intero progetto si è sviluppato sul grande piazzale esterno della Fiera di Verona e negli spazi compresi fra i padiglioni fieristici; aree verdi, acqua, piante ed installazioni artistiche hanno trasformato gli spazi esterni compenetrando la peculiarità di Abitare il Tempo, manifestazione dedicata da sempre all'arredamento più esclusivo e selezionato nel settore del complemento e dell'arredo.
Foto: Laura Fiaschi |
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2003 / Un allestimento di oltre 1.200 mq dedicato ai bambini ed alle loro camerette, prodotte da Doimo City Line; un percorso centrale che diventa esperienza cromatica e sensoriale e che si apre a numerosissimi spazi personalizzati dove adulti e bambini possono muoversi e scoprire nuove magie.
Alcuni ambienti sono stati costruiti per generare stimoli creativi con oggetti disegnati da Gumdesign e per generare attenzione sullo spazio che un bambino può gestire personalmente.
Una continua scoperta che si conclude in un'area divertimenti dove decine di enormi palloni colorati sono sospesi in aria, calano e generano nuovi spazi informali su un pavimento a grandi scacchi; contenitori su ruote diventano gioco e supporto per i momenti ricreativi condotti da mimi ed educatori infantili ... un piccolo teatro che si succede con personaggi fantastici e decine di bambini come spettatori.
La grafica dell'intero spazio è curato ed ideato da Gumdesign.
Foto: Mario Ciampi |
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| 2002 / Lo stand aziendale per Lappset è stato oggetto di progettazione per la fiera Europolis; uno spazio di circa 100 mq dedicato all'immagine aziendale ed ai suoi prodotti che, per questa occasione, aveva a disposizione uno spazio ridotto.La soluzione è stata incentrata su un gioco visivo che ha portato alla costruzione fisica del marchio, adesso "caduto dall'alto" per fissarsi al suolo con due elementi che sono riusciti a creare attenzione da parte dei visitatori ed allo stesso tempo hanno scandito lo spazio a terra.Sullo sfondo una grande parete contenitore illustra le numerose tipologie di gioco di Lappset e diventa al tempo stesso "reception" per i contatti e magazzino per il materiale cartaceo.Sulla pedana, realizzata con pavimentazioni in gomma dell'azienda finlandese, una serie di giochi in "carne ed ossa" per evidenziare e fare toccare con mano il prodotto di qualità; i giochi stessi selezionati per lo stand diventano elementi adatti al contract durante la fiera. |
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2001 / Una mostra che ha coinvolto designer e grafici sul tema del "carnevale"; una visione trasversale che raccoglie gli aspetti primari del colore, del dinamismo e del gioco per stimolare i creativi su 3 appicazioni di "superficie".Il catalogo è stato introdotto da Almerico De Angelis.
Foto: Laura Fiaschi |
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2000 / Oniridea si sviluppa in un arco triennale e termina con l'edizione del 2000 con le performance sui litorali di Viareggio, Santa Margherita Ligure, Venezia.
36 artisti, designer, architetti di fama internazionale e mette in gioco la creatività con una performance in costume da bagno!
Nascono architetture ed opere d'arte effimere, che vivono dalla mattina alla sera (quando l'alta marea le cancella); un momento di grande energia e socialità sempre culminata nella cena serale.
Il catalogo è stato introdotto da Mario Antonio Arnablodi. In foto alcune opere di rudy ricciotti, lapo binazzi, remo dorigati, gumdesign, paolo ulian, arnaboldi&partners, piero castiglioni, odile decq, fondazione bevilacqua la masa. |
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1999 / Una ristrutturazione che ha veduto lo svuotamento di una casa a schiera e che si sviluppa su due piani di cui uno soppalcato realizzato con putrelle in acciaio e grigliato metallico.
Lo spazio è stato suddiviso in 5 ambiti al piano primo, mentre il piano secondo è privo di setti divisori.
Le pareti divisorie scansionano lo spazio ma non raggiungono il solaio superiore lasciando una sensazione molto forte di spazio aperto, sebbene sia possibile avere una privacy in ogni ambito lavorativo.
L'uso molto intenso dello studio ha caratterizzato lo spazio, arricchendolo di oggetti, prodotti, libri e prototipi sparsi come in un magazzino con il suo disordine razionale.
Foto: Laura Fiaschi |
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