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GumdesignNel loro lavoro, architettura, design e grafica si sovrappongono con leggerezza ironica...


by
Laura Bossi

GUMDESIGN, LAURA FIASCHI E GABRIELE PARDI
"Domus" / 2009

Strano è davvero discorrere di creatività, in questo momento, con Gabriele Pardi che, insieme a Laura Fiaschi, ha fondato nel 1999, a Viareggio, lo studio Gumdesign.
La cittadina toscana è il cuore della Versilia e la scena dove, solo pochi giorni fa, un treno merci che trasportava cisterne di GPL è deragliato, devastando profondamente l'esistenza di tutti.
Tra il mare, con i turisti che passeggiano lungo la promenade dei primi del Novecento, e la montagna, dove abitano le persone normali, c'è una cicatrice nera.

Ma Viareggio è una città che della creatività ha fatto un punto di forza: anche nelle sue manifestazioni più ironiche ed effimere (a loro modo, politiche), come il Carnevale, e che proprio dalla creatività saprà ripartire. È un mondo di provincia, fatto di piccole cose, che i due toscani hanno scelto di non abbandonare, pur avendo immaginato in passato di trasferirsi a Milano: "Non ci sentiamo per nulla tagliati fuori dalla realtà".

Provengono da esperienze diverse: nato a Viareggio nel 1966, Gabriele Pardi è architetto; nata a Carrara nel 1977, Laura Fiaschi ha studiato design e comunicazione.
Nel loro lavoro, architettura, design e grafica si sovrappongono con leggerezza ironica: spesso si parte dal proporre un marchio, si passa allo studio della comunicazione aziendale per sentirsi poi chiedere anche il progetto di spazi di lavoro. Un atteggiamento flessibile, ma anche realistico in tempo di crisi.

A questo proposito, Pardi racconta: "È un sistema che abbiamo deciso di seguire fin dall'inizio, pur avendo paura che potesse risultare dispersivo. Ora, invece, non possiamo più farne a meno. Inoltre, dopo aver capito come procediamo, i nostri clienti sono pronti a spendere anche qualcosa di più".

Questo "più" è l'elemento che fa la differenza nel paesaggio urbano e si rivela soprattutto in architetture dalla natura biecamente funzionale: ad esempio, il capannone industriale Codice a Barre, realizzato, nell'entroterra della Versilia, per alcune aziende artigianali.
Il gioco divertito dei suoi autori sta tutto nel dichiarare all'esterno il contenuto – le merci e ciò che le identifica: il codice a barre. Ed è così che il prospetto si tramuta in una serrata sequenza di linee, stampata nel cemento come fosse un bassorilievo: il designer ha definito il disegno di un pannello prefabbricato (prodotto ad hoc dalla Rdb misura 2 x 10 metri); il grafico, la sequenza cromatica dei serramenti. I colori sgargianti sono quelli degli stabilimenti balneari.

Nel lavoro di Gumdesign l'ironia non manca mai: come, per esempio, nel progetto di un tavolo che identifica immediatamente il commensale più importante. Prodotto dall'azienda comasca Silik, Il Capo accoglie e celebra con un piano e due gambe barocche il potere di "chi dirige il gioco". La parte dorata, finemente intagliata, si tramuta poi in una struttura super minimale di colore bianco.

Pardi e Fiaschi interpretano il design spesso in modo ibrido: nella "lampada da comodino" Sognibelli (prodotta da Zeroombra, è stata presentata a Euroluce 2009), la mensola è un profilo metallico che si piega e assume la forma stilizzata di un abat-jour.
Ibrida ancora è la lampada a sospensione Flora, prodotta da tredicidesign: unisce la presenza di un fascio di luce frazionato da aste sottili ad un piccolo giardino sospeso. Ma i vasetti in pirex possono anche essere "progettati" a piacere: riempiti d'acqua, ospitano candele galleggianti.