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Materia Design ItaliaUn racconto che continua a crescere e integra ogni anno unicum inediti e sorprendenti...


by
Claudio Moltani

MATERIA, DESIGN, ITALIA
in "Area" / 2020

"Un progetto culturale e imprenditoriale, nato con l’obiettivo di riportare il materiale lapideo al centro della casa, dalla quale era stato per troppo tempo allontanato. Gumdesign e La Casa di Pietra, una storia per oggetti che narra il nostro vivere quotidiano, l’eccellenza dei territori, la conoscenza delle tecniche di lavorazione dei materiali, la valorizzazione delle specificità del nostro paese. Un racconto che continua a crescere e integra ogni anno unicum inediti e sorprendenti."

Un progetto attraverso il quale raccontare il nostro Paese, un percorso che mette in luce le straordinarie identità di un territorio, una ricognizione che indaga lo speciale rapporto tra uomo e materia, tra creatività e “saper fare”. La Casa di Pietra, ideato da Laura Fischi e Gabriele Pardi di Gumdesign, è il continuo aggiornamento di un abaco di oggetti e complementi d’arredo che arricchiscono il nostro vivere quotidiano. Presenze amiche, che alimentano la memoria, che caratterizzano lo spazio dando vita a paesaggi domestici che popolano le nostre case. Abbiamo approfondito il progetto con chi la ideato, costruito e oggi lo alimenta con passione e coerenza.

Claudio Moltani: Quando, come e perchè nasce “La Casa di Pietra”? Gumdesign: La Casa di Pietra nasce nel 2014 quando Marmomac ci invita a rappresentare un’installazione culturale in fiera; eravamo già stati ospiti di VeronaFiere, avevamo esplorato il mondo del complemento d’arredo ibrido con l’esposizione "Confini Spontanei, Naturalmente Reversibili”, esperienza che aveva visto otto aziende italiane collaborare su nostri progetti e che ha anticipato lo sviluppo de La Casa di Pietra. La nostra attenzione si è rivolta alla ricerca di nuove formule progettuali e abbiamo creduto interessante “avvicinare" due artigiani su ogni collezione per trattare materiali, lavorazioni, sensibilità diversificate. La Casa di Pietra parte con una decina di artigiani e altrettante collezioni con piccoli oggetti tridimensionali, materici, minimi, “crudi” e potremmo dire “primitivi". Proprio quest’ultima caratteristica diventerà poi uno dei temi più interessanti e riconoscibili nell'intero percorso progettuale). Stefano Micelli ci invita poi a Cult, a Venezia; arrivano subito inviti per altre fiere, gallerie, musei; il progetto esplode nelle nostre mani, stimola nuove riflessioni che trasformano il progetto culturale in progetto imprenditoriale. E si arriva alla nascita del primo Master in Design dedicato all’Innovazione e al Prodotto per l’Alto Artigianato presso IED Firenze coordinato da noi e altri riconoscimenti, come la candidatura al Compasso d’Oro per la sezione Ricerca nel 2018 e il Premio Donna del Marmo nel 2019. Oggi abbiamo 68 collezioni per oltre 300 oggetti prodotti da 46 artigiani e aziende italiane, collocate in quasi tutte le Regioni italiane; il progetto culturale e imprenditoriale è in continuo sviluppo, coinvolge nuovi artigiani, materiali, conoscenze per sviluppare nuove collezioni alla ricerca di un’identità italiana che non deve essere assolutamente persa.

C.M.: Siete molto attivi in un contesto di "territorialità", ma cosa s'intende per territorio? Gumdesign: Riteniamo che questa componente sia necessaria per costruire nuovi percorsi progettuali, strettamente connessi al “territorio Italia”, ricco di tradizione e innovazione; la struttura geografica italiana è fortemente differenziata, e costituisce una ricchezza unica a livello internazionale. Sono proprio i “confini” che determinano le differenze, quelle differenze che hanno costruito le identità territoriali… un plusvalore raro da trovare in altri luoghi, nel mondo.  La ceramica si esprime diversamente da luogo a luogo, basta pensare ad Albissola, Montelupo, Este; il cuoio fiorentino e la sua lavorazione; il vetro e il cristallo in Veneto e in Toscana; le pietre e il marmo in tutta Italia. Abbiamo di fronte una vera e propria “biblioteca” dove si conserva, si consulta o si legge una enciclopedia visiva e tattile delle arti, delle tecniche, dei materiali dalla quale poter prelevare notizie, storie, saggezza.

C.M.: Oggi, un termine come "economia circolare" è entrato a far parte del lessico comune, voi ne stavate già parlando in tempi non sospetti… Gumdesign: Ricucire le connessioni, rappresentarle e - in modo costruttivo e positivo - raccontarle; il mondo del design (industriale) ha effettivamente prodotto un’economia lineare, spesso consumistica e diretta verso la discarica (con le dovute eccezioni, naturalmente), una overdose di oggetti, repliche, materiali difficilmente assimilabili dal pianeta proprio per la loro caratteristica non “circolare”; si usa, si getta e così via… fortunatamente oggi si è raggiunta una maggior consapevolezza. Le plastiche - quasi sempre - hanno condizionato la progettazione perché mirata all’economia, ai grandi numeri produttivi, a quel “falso” senso di democrazia che un sistema comunicativo ha voluto imporre. Ma uno dei primi elementi fondamentali dell’economia circolare è proprio la capacità dell’oggetto di “resistere” al tempo, di non essere facilmente sostituibile. I nostri nonni avevano mobili in noce nazionale che venivano tramandati di generazione in generazione, l’usura era una scrittura del passato, della storia dell’oggetto. I materiali naturali - probabilmente - permettono e suggeriscono una maggiore attenzione, e costruiscono una prima base per l’economia circolare in cui niente perde valore. Per La Casa di Pietra abbiamo definito delle “regole comportamentali”: le materie devono arrivare da scarti di lavorazione, dai piazzali dei laboratori artigianali e produrre piccoli oggetti che possano accompagnare le nostre vite quotidiane e domestiche. La mancanza di produzione diretta della materia prima e “l’addizione” di fenomeni progettuali affettivi produce spontaneamente un'economia circolare; la materia prima di scarto viene ripensata, rimodulata e riproposta con un valore concreto che dona nuovamente vita agli oggetti.

C.M.: Il rapporto con i materiali, anche diversi fra loro, è una delle chiavi di lettura del vostro operare e lo è ancor di più in questo progetto. Gumdesign: I materiali sono sicuramente elementi fondamentali per la progettazione, occorre conoscerli bene per sviluppare progetti coerenti. La pietra, il marmo ma anche il legno, il vetro, il metallo, ogni materiale ha punti di forza e di debolezza; le tecniche di lavorazione, gli strumenti che ogni artigiano utilizza aprono o sbarrano strade progettuali. Risulta necessario conoscere l’alfabeto progettuale; prima di scrivere occorre saper leggere altrimenti si corre il rischio di disegnare a vuoto e dimostrare come il “segno” sia un compito mal eseguito. Il marmo ha la sua sonorità, si esprime con spessori e limiti, suggerisce tagli a seconda della sua conformazione geologica; il legno ha venature imprescindibili da considerare, il vetro ha bolle inaspettate da gestire, la ceramica si “muove” anche negli stampi. Ogni materiale naturale è vivo e comunica con noi, occorre saperli ascoltare per trattarli nel giusto modo.